Scacchibancarella

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SCACCHI E LETTERATURA 1: INTRO

aggiornamento 12 settembre 2012

il Custode
"Sono il Custode. Su questo argomento ho un po' di cose da dire..."


Quando intervenivo sul
newsgroup it.hobby.scacchi in tema di bibliografia scacchistica, il mio nome era Democrito. Votai per far approvare l'esistenza di IHS. allora non si navigava con un click, ma si andava on-line soltanto via ftp, navigando per noiose directory e battendo stringhe di testo in strani linguaggi per iniziati... DCL... VMS...

La mia esperienza di collezionista esperto sia di libri di fantascienza che di scacchi mi consente di darvi parecchie informazioni interessanti.

SCACCHI INESAURIBILI 

Era il titolo di una magnifica antologia scritta da Karpov e Gik, che mostrava un caleidoscopio di partite, posizioni, problemi incredibili. Ebbene, non è possibile esprimere in due sole parole e con maggior efficacia il multiforme aspetto culturale del Gioco! Lo scontro sulla scacchiera rappresenta solo UNA delle facce.

Il potere simbolico degli scacchi è così elevato che generazioni di artisti e scrittori ne sono stati affascinati, e continuano a farne uso in tutte le arti, in ogni tempo e luogo. Oggi gli scacchi, gioco senza tempo, sono più che mai culturalmente vivi nell'immaginario collettivo. I Media propongono di continuo frasi, messaggi, video, spot basati sulla potente suggestione del Gioco.

Scacchi inesauribili, appunto.

Non so di chi sia questa magnifica illustrazione. Se lo sapete, scrivetemi!

Dextreit ed Engel, autori di un saggio fondamentale, affermarono vent'anni fa che esistono più di quarantamila opere tecniche dedicate agli scacchi. Ma...

"QUANTE SONO LE OPERE SCACCHISTICHE LETTERARIE?"


È una domanda senza senso. Il numero dei romanzi con gli scacchi di mezzo può dipendere solo da come stabiliamo noi stessi una
soglia di significatività scacchistica.
Se decidiamo che il protagonista di un romanzo debba la sua esistenza fisica o mentale al Gioco, allora le opere si conteranno sulla punta delle dita; mentre se decidessimo di contare tutti i libri ove la parola magica è pronunciata anche una sola volta... avremmo a che fare con una seconda Biblioteca di Babele.

Proviamo un po' a tenerci su una soglia ragionevole, cioè ad ammettere nel novero dei romanzi e delle opere letterarie scacchistiche, quelle dove il Gioco abbia
un motivo rimarchevole di presenza, o comunque possa rivendicare un qualche ruolo nella struttura dell'opera.

È una definizione non rigorosa, perché non va al nocciolo del problema. Ma non trovo di meglio. I matematici direbbero che ha una
logica fuzzy, ovvero soggettiva, dipendente dal contesto.

LOGICA FUZZY. Se io dico a un italiano "pensa a una ragazza ALTA", lui immaginerà una donna alta come minimo uno e settanta; ma se propongo la stessa cosa a un olandese o a un pigmeo, questi penseranno a donne di altezze differenti.
Badate che non ho detto "bella" ma "alta"! Ecco dunque che anche un attributo misurabile matematicamente è soggetto a
dipendere dal contesto, in questo caso dal comune sentire sociale.
Con la fuzzy logic gli ingegneri e gli informatici tentano disperatamente di impostare queste cose sui computer, ma non è semplice... :-)


Noi umani, però, siamo superiori ai computer sotto molti aspetti. Tutti sono difficilmente definibili, ma uno è che noi *possiamo* fare affidamento sul comune sentire. Quindi possiamo dire:

"Un romanzo è scacchistico, quando gli scacchi c'entrano abbastanza".

Ricordate Boskov? "Rigore è, quando arbitro fischia".

Ecco un esempio tipico.

Nelle scene iniziali del magnifico Agente 007 Dalla Russia con Amore, in un salone del Casino di Venezia si svolge una partita di scacchi. È un torneo internazionale. Sul tabellone si legge il nome del concorrente che sta giocando: Kronsteen.

Agente 007, Dalla Russia con Amore. Kronsteen, agente Spectre, gioca in torneo. L'attore era Vladek Sheibal.

ll giocatore ha l'espressione impenetrabile, perfida. È senza dubbio un cattivo: lo dimostra il modo di muovere i pezzi, di attaccare senza pietà, di guatare l'avversario. L'atmosfera è carica di aspettativa, gli spettatori assistono come ipnotizzati. Il mossiere sposta i pezzi sulla parete nel silenzio generale... e alla fine il nostro, col Bianco, realizza una brillante combinazione di scacco matto.

La tensione si scioglie, tutti applaudono al vincitore. Kronsteen si alza, stringe freddamente la mano all'avversario, non degna di un'occhiata il pubblico plaudente e va a rispondere alla chiamata del Numero Uno della Spectre (quello col gatto in braccio...). Allora apprendiamo che Kronsteen è il Numero Cinque della stessa organizzazione, e che i due ordiscono un complotto.

(Nel libro di Ian Fleming, da cui il film è stato tratto, le cose vanno un po' diversamente: Kronsteen riceve in piena partita, a tre minuti dalla fine, una chiamata urgentissima per telefono (!) da parte del superiore, e commette per vanità una piccola insubordinazione: resta al tavolino per vincere).


Ad ogni modo, ci penserà 007. È una sola scena, sugli scacchi. Nel film non compariranno più.
Eppure gli scacchi servono. Servono a dimostrare che Kronsteen è crudele. Servono a dimostrare che Kronsteen è intelligente. Servono a dimostrare che Kronsteen si ritiene superiore a tutti.
La scena della partita durerà uno, due minuti. Un centesimo del film. Eppure, che mi dite: è significativa oppure no? Io dico di sì!

Adesso immaginiamo un passo equivalente, ma in un romanzo. Un paio di pagine su un totale di duecento. Un centesimo del libro. Eppure, anche qui varrebbe la pena di considerare scacchistico il romanzo!

Ecco, il confine di significatività scacchistica che io propongo è più o meno questo:
quando esiste un motivo rimarchevole di presenza degli scacchi nell'opera. Anche se gli scacchi fungono da comprimari. Altrimenti potremmo chiudere subito baracca e burattini, concludere coi soliti quattro-cinque nomi: Brunner e Rogoz nella fantascienza, Nabokov, Zweig, Maurensig nel mainstream, e andare tutti a casa.

Ho detto
rimarchevole. E quindi, con questa definizione non dobbiamo considerare opere con scene scacchistiche fine a sé stesse, o nelle quali si citano gli scacchi senza validi motivi di fondo.

                

Falso allarme scacchistico: SCACCO ALLA REGINA di Renato Ghiotto. Copertina di Bruno Binosi

 
FALSI ALLARMI SCACCHISTICI

Malgrado le apparenze, in questi due libri scelti come esempio, la (mia) soglia di significatività scacchistica NON è superata. Una bella copertina scacchistica, da sola, potrebbe non bastare (ho detto potrebbe). E infatti, in questi romanzi o racconti il Gioco non c'entra praticamente nulla. Francesco Grasso ha coniato un'apposita categoria per quest'uso simbolico del Gioco. Ne vedremo parecchi esempi. Quando gli scacchi vengono citati solo nel titolo o nel disegno di copertina, allora si tratta di

"CITAZIONI PARATESTUALI"

Falso allarme scacchistico:  MILLEMONDI estate 1999, copertina di Marco Patrito


Adesso che ho, ehm, definito una soglia di significatività, possiamo tornare alla nostra domanda iniziale. Quanti sono i romanzi scacchistici?

Io credo che le opere letterarie scacchistiche che varcano la soglia siano molto, molto più numerose di quelle tecniche! E questo, senza considerare le miriadi di racconti. Anzi, mettiamoci subito l'animo in pace. La quantità totale di opere scacco-letterarie è inconoscibile.


SCACCHI IN SENSO LATO

In tema di scacchi e letteratura, credo sia giusto includere anche altre forme di scacchi, come gli scacchi cinesi (Xiangqi), gli scacchi giapponesi (Shogi), gli scacchi eterodossi (con pezzi o regole differenti dagli standard), e pure giochi con tavolieri differenti (Go) ; naturalmente la Dama, ecc.

Questo non tanto perché si correre il rischio di fare torti ad opere importanti (es. al Nobel Kawabata...) ma soprattutto perché le simbologie, i significati, le metafore letterarie restano sostanzialmente immutate al variare di pezzi che vengono giocati da due avversari.
Dopotutto, i matematici chiamano tutti questi giochi strategici, nei quali la sorte non ha alcun ruolo,
"giochi a informazione completa".

SHOGHI (Scacchi giapponesi)    Scacchi coreani    XIANGQI (Scacchi cinesi)    GOBAN (tavoliere del GO)


DI COSA CI OCCUPEREMO

 

Assodato che la materia da trattare sarebbe troppo vasta, per lavorare a una bibliografia ragionata c'è bisogno di porsi dei limiti, almeno provvisori.

1. Niente libri di partite. Niente letteratura tecnica, manuali di aperture, storia degli scacchi, collezionismo di pezzi. Restano soltanto... saggi, bibliografie e romanzi scacco-letterari.

2. Solo romanzi e racconti
in italiano. Pensati o tradotti nella nostra lingua.

3. Solo opere moderne e contemporanee. Niente Dante, Petrarca e Boccaccio, tanto per non far nomi.

4. Generi letterari: no limits!

 




Prima domanda. Che cosa hanno fatto gli altri? Vediamo un po' di fare il punto, in materia di bibliografie.

Andiamo incontro a due foreste da esplorare, il web e la carta stampata. Cominciamo dal primo. Vi propongo una serie di link.

 

SCACCHI E LETTERATURA - WEB

 

Vediamo dei siti che trattano, a vari livelli, di scacchi e letteratura, o forniscono bibliografie. Il primo è d'obbligo:

Il sito WWW.SOLOSCACCHI.NET merita assolutamente una visita! C'è una sezione eccellente dal titolo CULTURA E DINTORNI. Segnalo in particolare gli articoli di GIANGIUSEPPE PILI.

 

sul sito del CIRCOLO SCACCHISTICO DI CECINA trovate una buona bibliografia con cenni sulle principali opere letterarie scacchistiche.

 

Su quest'altra pagina di SOLOSCACCHI c'è un elenco di testi scacco-letterari.



 Raimondo Marullo compose un elenco di titoli con delle
inesattezze, ma per un po' di tempo è stato l'unica lista esistente. Riproposta anche da alcuni circoli come Scacchistica Partenopea.

Annalisa Lagomarsino, eclettica pianista e scacchista (gli scacchi vanno d'accordo, con la musica) riporta tre bibliografie, di cui una di letteratura scacchistica.


Ivan Piermattei fornisce una piccola bibliografia dal nome IL BIANCO E IL NERO.


 MAURIZIO MASCHERONI gestisce con passione e competenza alcuni ottimi siti di scacchi (es. Micio) e la versione on-line di
Italia Scacchistica (storica rivista diretta da Adolivio Capece) ricca di riferimenti letterari.

  CHESS COLLECTORS ITALIANI - da visitare!



Mi proponevo di citare solo rassegne, ma vi indico subito anche due importanti siti con molti racconti originali.

Nel portale SuperEva Scacchi ci sono dozzine di racconti scacchistici che probabilmente non verranno mai pubblicati su carta.

Duca Lucifero  È d'obbligo citare il sito di DUCA LUCIFERO il quale ha scritto molti racconti di scacchi e SF. Sotto lo pseudonimo si cela lo scrittore romano Roberto Gravina, grande conoscitore di fantascienza e uomo di cultura, nonché istruttore di scacchi. Duca pubblicò principalmente sulla rivista Due Alfieri numerosi racconti scacchistici belli e suggestivi. La rivista è introvabile, ma tutti i suoi racconti scacchistici sono presenti sul sito in forma riveduta e corretta.


E poi, il sito curato dell'amico
LUCIUS ETRUSCUS dedicato alle CITAZIONI SCACCHISTICHE NEI MEDIA: ovvero nei Film, Telefilm, Videoclip, Show televisivi, Pubblicità, Cartoni animati... Pieno di chicche. Da visitare!

Gli Scacchi nei Media

SCACCHI E FANTASCIENZA - SUL WEB

La bibliografia scacchistica di Luigi Pachì 

Negli anni Ottanta, LUIGI PACHI' editava la fanzine L'Altro Spazio e teneva una rubrica di scacchi e letteratura su L'Arcimatto, briosa rivista bimestrale edita dal Circolo Bovisa di Milano (diretta da Maurizio Mascheroni...) Gli interventi sono stati ripubblicati su DELOS, rivista on line.

Si tratta di un interessante lavoro introduttivo. Pachì illustra le trame di una ventina di lavori, integrandole con alcuni brani originali ed effettua una suddivisione di tipo quantitativo, basata sul livello d'importanza riservato agli scacchi:

A mio avviso il criterio di catalogazione quantitativo è valido, ma solo come primo approccio.
Lo stesso file della mia collezione di testi scacco-letterari è effettivamente dotato di indici molto simili: quattro gradi di significatività scacchistica caratterizzati da nessuno, uno, due o tre asterischi.
Per indagini approfondite reputo però necessario adottare un criterio aggiuntivo che vi illustrerò in seguito, nella parte seconda.


Vi presento ora un personaggio molto noto sia in ambiente scacchistico che SF.

   Mario Leoncini Mario Leoncini, maestro, scrittore, pubblicista, divulgatore, fondò a Siena la fanzine L'ETERNO ADAMO, molto stimata nel mondo della SF. Anche lui editò una rassegna bibliografica su scacchi e SF che è a disposizione sul suo sito.

Il sito di Leoncini contiene molto materiale interessante: la bibliografia di cui sopra, ma anche un romanzo scacchistico di rilievo, I Ribelli di Umaheart, e alcuni racconti; tutto materiale di difficile reperibilità cartacea, tutto scaricabile.

Nella sua rassegna
GLI SCACCHI NELLA FANTASCIENZA Leoncini inquadra sinteticamente molte opere scacchistiche usando una suddivisione concettuale di tipo qualitativo, basata sul ruolo ricoperto dagli scacchi. Le categorie principali sono almeno tre:

Anche questo criterio è funzionale, seppur limitato dalla tipologia delle sue stesse definizioni. Notate che Mario avvisa i lettori che le categorie sono almeno tre. Anche in campo qualitativo ci sarà, dunque, altro da aggiungere...


Un terzo importante lavoro critico è stato Allegoria e metafora degli scacchi nella fantascienza, di Roberto Chiavini e Gian Filippo Pizzo, pubblicato sul Giornale dei Misteri e riproposto su FUTURE SHOCK on line. Anche in esso si elencano molti usi allegorici del Gioco.

 



Vi ho mostrato una selezione ragionata di bibliografie su web. Nella SECONDA PUNTATA andrò alle fonti:
mostrerò una QUADRO SINOTTICO di romanzi scacchistici di vario genere. Molti titoli da cercare, leggere, collezionare!

Il Custode - fine della prima puntata

scarica versione word di questa puntata

Varietà e cultura  -  Libri scacchi d'occasione  -  SECONDA PUNTATA: QUADRO SINOTTICO 



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